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26 Settembre 2017 
 
9/2/2005
 
Disturbo da deficit di attenzione con iperattività. Sport e analisi transazionale.
 

Copertina della rivista scientifica di psicolgia LINK.
Lavoro di Giovanni Lodetti pubblicato sulla rivista scientifica di psicologia "LINK".

Questo lavoro è la sintesi di un'esperienza di neuropsicologia clinica che valuta e cerca di riabilitare un deficit cognitivo e le annesse complicazioni psicologihe, affettive e di personalità a carico del si stema nervoso centrale. Parla del "disturbo da deficit di attenzione con iperattività" di un giovane soggetto e la strutturazione di un setting che usa come correttivi: le regole dello sport e la psicoterapia in un contesto di giovani atleti in età evolutiva tra lo spazio sportivo, tradizionalmente gestito come luogo di regole e codici di gioco, e gli aspetti clinici e metodologici dlla terapia clinica nell'Analisi Transazionale. L'intento è di offrire uno spazio di riflessione, comune sia all'operatore sportivo sia la clinico, per interagire in una visione allargata e più completa del messaggio ludico sportivo, visto così in chiave clinico preventiva.

LA DISCIPLINA GUIDA SPORTIVA: LA SCHERMA
Lo sport per l'intervento di lavoro è in questo caso la scherma.
Antica disciplina marziale "occidentale" è uno sport estremamente ritualizzato con regole ed imposizioni assai rigide che vanno prese con modalità proprie e portano a misurarsi. L'insegnamento è personalizzato.
In precedenti ricerche si sono riscontrate nei gruppi di lavoro e in un quadro d'apprendimento della scherma assolutamente ludico e di confronto, le seguenti caratteristiche omogenee: crescita della presa di coscienza delle regole comportamentali, crescita della socializzazione a livello interpersonale e di gruppo, crescita della formazione del proprio Io, diminuzione dello stato d'aggressività nei casi eccessivi.
Il gruppo in cui si svolge il setting di lavoro con il caso "Carlo" è composto da circa dodici-quattordici soggetti normodotati, d'età compresa tra i sette e gli undici anni (età di latenza), e da due soggetti, portatori di handicap, uno di ventotto, l'altro di quaranta anni che corrispondono in linea generale all'età mentale del grupppo di lavoro. Questi due soggetti sono accompagnati e seguiti durante l'attività da una professoressa ISEF formatasi, con adeguate metodologie, agli aspetti relazionali dell'attività sportiva dei portatori di handicap mentali (A.I.P.P.S. 1997/98).
Il lavoro si svolge all'interno di una palestra milanese polistrutturata, nel contesto di un corso di scherma rivolto alla fascia d'età descritta. L'intervento si svolge durante due sedute settimanali pomeridiane
 

 
 

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